Il coraggio d’avere cura di se stessi
Geniale è stata l’idea di concedermi l’opportunità di conoscere più da vicino il mondo del counseling che tanto mi affascina. Quell’opportunità che ho deciso di concedermi per provare a tirare il fiato e ricordarmi che anche una mia esigenza avrebbe potuto essere ascoltata e soddisfatta. In un momento in cui le esigenze della mia famiglia si facevano sempre più pressanti con l’urgenza di essere supportate e risolte. Convinta di conoscere già abbastanza la mia storia, il mio vissuto e le conseguenze delle mie scelte, ho provato ad ascoltarmi, ad ascoltare cosa ancora avevo da dire a me stessa. La frase che più si faceva presente era: “Datti un’opportunità”. Quell’opportunità che Arianna ha saputo darmi quando mi ha messo in mano quel libretto dicendomi: “Questo à tuo Ermenegilda”. Ermenegilda, ha subito saputo riconoscere quella mia identità che quasi volevo tenere nascosta a me stessa. Chi ero in quel momento? Una mamma spaventata di poter perdere il proprio bambino perché l’esperienza mi aveva insegnato che in qualsiasi momento questo sarebbe potuto succedere senza che io potessi muovere un dito per poterlo evitare, una mamma che viveva dell’amore per il proprio cucciolo, quell’amore che mai avrebbe immaginato potesse esistere, il suo respiro la cosa più importante, il suo sorriso fondamentale per la mia sopravvivenza, la sua presenza unica ragione di esistenza. Lo sono tutt’ora perché mi piace esserlo, innamorata del mio amore più grande e sicura del fatto che ciò che quello che è, che quello che siamo, sia la cosa più bella in assoluto, unica e fondamentale è la sua vita per me, per noi.
Seguire le lezioni in Artemisia è diventato per me momento importante, atteso ; nella speranza di poter riuscire ad esserci, seduta li su quella sedia che era li per me perché a me concessa e perché da me voluta. Quei sorrisi e quegli abbracci pronti a ricevermi tutte le volte e quella certezza di poter trovare sempre ciò che più desideravo in quel momento, perché ogni volta è stato per me un desiderio soddisfatto in pieno, una boccata di ossigeno che è riuscita a donarmi ciò che io desideravo darmi in dono. L’esperienza costante di risposta ai miei quesiti più importanti mi ha concesso l’opportunità di crescere in un ambiente sano e proficuo per la mia mente, per il mio spirito e di questo ne sono grata a me stessa.
Per tutto il tempo necessario sono stata ferma a quei momenti in cui la paura mi paralizzava, una paura concreta, fatta di ascolto di quelle frasi nette, decise, che i medici usavano per mettermi a conoscenza della situazione, di quella stanchezza che inevitabilmente arriva quando il fisico ti manda i suoi mille segnali che indicano la sua necessità di fermarsi, quella richiesta che io non potevo e non riuscivo ad ascoltare. Quel desiderio incessante di potermi concedere qualche ora di sonno nella speranza inattesa che qualcuno, chiunque, potesse aiutarmi a raggiungere.
Il momento in cui ho capito che quel qualcuno potevo e dovevo essere proprio io è stato il momento della svolta. Ascoltando il mio respiro sono riuscita a sentire il mio corpo, scoperta eccezionale, unica. E da li in avanti una scoperta continua di quello che io stessa riuscivo a dirmi, a dire a me, ormai capace di ascoltarmi e assecondarmi nelle mie richieste di aiuto. Fondamentali le strategie da me messe in atto per riuscire a gestire al meglio quelle situazioni che pian piano riuscivo a vedere su uno sfondo meno scuro e meno profondo; utili e indispensabili le parole di conforto che sono riuscita a sussurrarmi nelle notti più difficili, grandi anzi immensi gli sguardi che sono riuscita a dare al futuro e infinite le opportunità che sono riuscita a vedere ascoltandomi.
E il mio lavoro? Il mio essere la maestra Elda, quella che ai loro occhi dovrà sempre avere la risposta a tutto, la stessa che dovrà sempre riuscire a trovare le soluzioni più giuste ai colleghi che arrivano sempre convinti di giocarsi la carta vincente quando decidono di bussare alla sua porta, quella che diventa subito porto sicuro per i genitori in difficoltà e per chi sa per certo che saprà mediare nella maniera più giusta per risolvere la situazione in modo da riuscire sempre e comunque a condurre la barca nel porto più vicino.
Ecco quello è un ruolo che mi piace avere e che cercherò sempre e comunque di mantenere, ma non più a costo di compromettere la mia libertà di scelta, quel libero arbitrio che a me piace proprio tanto, quell’ opportunità di dire: “ no, questo non è il momento, perché questo è il momento che ho deciso di dedicare a me stessa perché ne sento la necessità”.
Decidere di costruirmi uno spazio in cui l’unica voce possibile da ascoltare sia la mia è stata la decisione più giusta, quella più inattesa e più utile in assoluto.
Li dentro può starci tutto, il ricordo del vissuto di me bambina, i sentimenti più profondi che porterò sempre nel cuore, le mie paure, i miei sorrisi, le mie speranze e la mia consapevolezza. Potrò stare con il mio desiderio di solitudine subito dopo compensato dall’esigenza di dare e ricevere amore, con la mia voglia di creare qualcosa di nuovo e con il mio desiderio di vivere la vita che vorrò scegliere per me giorno dopo giorno.
Il conforto, quel desiderio impellente che ho atteso per un tempo che è stato per me sufficiente a capire che può essere contornato da mille altre sfaccettature tutte da scoprire.
“ Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio e occhi bendati, su un cielo girato di spalle, la pazienza, casa nostra, il coraggio e il tuo conforto, ha a che fare con me. È qualcosa che ha a che fare con me..”
Citazione importante la mia, potrei dire per me illustre, perché queste note sono state sottofondo di un momento intenso, inaspettato e vissuto in pieno anche grazie alla mia fede.
E cosa dire in conclusione? Nulla, perché io non ho proprio intenzione di arrivare ad una conclusione, proprio adesso che sono nel bel mezzo di una strada così ampia e piena di opportunità, quelle opportunità che ho saputo concedermi e che sono così felice di vivere. Per il momento è tutto ma solo per il momento perché condividere è proprio una gran bella cosa e farlo con chi sa ascoltare lo è ancora di più.
Semplicità: assenza di complessità o di complicazione, che può configurarsi nel senso di facilità, di naturalezza, spontaneità e sobrietà. Questa si che è una bella definizione.









