Intervista a Patrizia Messina
Tutor dell’Apprendimento – Docente nel corso di formazione di Counseling Relazionale dell’Istituto Artemisia
Patrizia Messina è tutor dell’apprendimento specializzata, life e business coach.
Dopo una lunga esperienza nel mondo commerciale, della formazione e dell’organizzazione di eventi, ha scelto di dedicarsi allo studio dei processi cognitivi e delle strategie di apprendimento. Nel 2013 ha fondato l’associazione “365 No Problem” per supportare studenti e famiglie nelle difficoltà scolastiche e da questa esperienza è nata “ Scuola No Problem” dove accompagna studenti e professionisti nello sviluppo di autonomia e strategie efficaci di studio. È fondatrice e presidente dell’Associazione Italiana Tutor, impegnata nella valorizzazione della figura del tutor dell’apprendimento.
Il suo percorso si è arricchito negli anni grazie all’incontro con l’ Istituto Artemisia, incontro che l’ha portata ad integrare nel proprio lavoro il coaching e lo sviluppo personale fino a diventare formatrice all’interno dell’istituto in un’ottica di collaborazione e di integrazione tra figure professionali diverse e tra queste il Counselor.
Da oltre 10 anni ti occupi di ragazzi con difficoltà scolastica, in particolare di quelli con bisogni educativi speciali (BES)
Ci racconti la tua esperienza?
La frase di Howard Gardner, “Il problema non è quanto sei intelligente, ma in che modo lo sei”, rappresenta molto bene quello che vedo ogni giorno nel mio lavoro. In oltre dieci anni di attività ho incontrato tanti ragazzi che a scuola si sentono inadeguati o poco capaci, soprattutto quando sono presenti difficoltà legate ai Bisogni Educativi Speciali. In realtà spesso il problema non è la mancanza di capacità, ma il fatto che il modo in cui viene proposto lo studio non tiene conto delle diverse modalità di apprendimento.
Il mio lavoro nasce proprio da questa consapevolezza. Accompagno gli studenti a scoprire come funziona il loro modo di imparare e a trovare strategie di studio adatte a loro. Quando questo accade cambia completamente il loro rapporto con la scuola: aumenta la fiducia, cresce l’autonomia e lo studio smette di essere solo una fatica per diventare uno strumento per esprimere le proprie potenzialità.
Che cosa significa essere Tutor dell’Apprendimento?
Essere tutor dell’apprendimento significa aiutare uno studente a capire come imparare. Non si tratta semplicemente di fare ripetizioni o di spiegare le materie scolastiche, ma di lavorare sulle strategie di studio, sull’organizzazione, sulla comprensione e sulla consapevolezza dei propri punti di forza.
Il tutor affianca lo studente in un percorso che lo porta a sviluppare un metodo di studio efficace e personalizzato. Questo è particolarmente importante per i ragazzi con DSA o altri Bisogni Educativi Speciali, che spesso hanno bisogno di strumenti e strategie diverse per esprimere al meglio le loro capacità.
L’obiettivo non è sostituirsi allo studente, ma accompagnarlo verso l’autonomia. Quando un ragazzo impara a conoscere il proprio modo di apprendere, acquisisce competenze che gli saranno utili non solo a scuola, ma in tutto il suo percorso di crescita.
Da quattro anni sei docente presso la scuola di formazione in Counseling Relazionale “Artemisia” di Torino.
Quale ruolo può avere secondo te un Counselor all’interno della scuola, quale collaborazione con il Tutor ?
Credo che la parola chiave per un counselor deve essere anche in questo ruolo: possibilità.
Ogni bambino, ogni ragazzo apprende in modo diverso, ma ognuno ha delle proprie risorse.
Ecco una risposta equilibrata, chiara e adatta a un’intervista e che mette bene in evidenza il valore della collaborazione tra le due figure: l’obiettivo nostro non deve essere correggere, ma comprendere.
Negli anni ho capito sempre di più quanto apprendimento ed equilibrio emotivo siano profondamente collegati. Per questo l’esperienza di insegnamento presso la scuola di Counseling Relazionale Artemisia di Torino è stata per me molto significativa, perché mi ha permesso di integrare il lavoro sulle strategie cognitive con una maggiore attenzione alla dimensione relazionale ed emotiva.
All’interno della scuola il counselor può avere un ruolo molto importante come figura di ascolto e di supporto per studenti, insegnanti e famiglie. Spesso dietro le difficoltà scolastiche non ci sono solo problemi legati allo studio, ma anche aspetti emotivi come ansia, demotivazione, insicurezza o difficoltà relazionali. Il Counselor certamente non fa diagnosi, non interpreta test, non spiega alla scuola cosa deve fare, non si sostituisce ad altre figure professionali ma fa un lavoro in rete con gli altri soggetti coinvolti.
Ha senz’altro un ruolo di ascolto, comprensione e chiarificazione, con i ragazzi, gli insegnanti, i genitori, il tutor, direi una funzione “ponte” tra le varie figure.
In questo senso la collaborazione tra counselor e tutor dell’apprendimento può essere molto efficace. Il tutor lavora principalmente sulle strategie di studio, sull’organizzazione e sul metodo di apprendimento, mentre il counselor può aiutare lo studente a gestire meglio le emozioni, la motivazione e il rapporto con se stesso e con gli altri.
Quando queste due dimensioni dialogano tra loro si crea un supporto più completo per lo studente, perché si interviene sia sul “come imparare” sia sul “come stare bene” nel proprio percorso scolastico. E spesso è proprio questa integrazione che permette ai ragazzi di ritrovare fiducia nelle proprie capacità.
Con altri colleghi hai fondato l’ AIT ( Associazione Italiana Tutor) e ne sei l’attuale presidente.
Ci parli dell’Associazione?
L’Associazione Italiana Tutor nasce dal desiderio condiviso con altri colleghi di dare riconoscimento e valore alla figura del tutor dell’apprendimento, una professione relativamente nuova ma sempre più necessaria nel panorama educativo.
Negli ultimi anni è cresciuta molto l’attenzione verso le difficoltà scolastiche, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e i Bisogni Educativi Speciali. In questo contesto il tutor dell’apprendimento rappresenta una figura di supporto importante per studenti e famiglie, perché lavora sulle strategie di studio, sull’autonomia e sulla consapevolezza del proprio modo di apprendere.
L’obiettivo dell’Associazione Italiana Tutor è proprio quello di promuovere la cultura dell’apprendimento e diffondere buone pratiche professionali, creando una rete di tutor qualificati che possano operare con competenza e responsabilità. Allo stesso tempo l’associazione si impegna a far conoscere sempre di più questa professione e a valorizzarne il ruolo all’interno del sistema educativo. Crediamo molto nel lavoro di rete tra professionisti dell’educazione, scuole e famiglie, perché quando queste realtà dialogano tra loro è possibile costruire percorsi davvero efficaci per gli studenti.
L’associazione è nata nel 2021 e rappresenta oggi un punto di riferimento per la formazione ed il supporto del tutor a livello nazionale. E’ iscritta all’elenco delle Associazioni Professionali, abilitata al rilascio dell’attestazione di qualificazione dei servizi professionali, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi della legge n. 4/2013
Esiste una collaborazione, o la state costruendo, tra l’AIT ed altre associazioni di categoria?
L’Associazione Italiana Tutor è una realtà relativamente giovane, ma nasce con una forte vocazione al dialogo e alla collaborazione con le altre professioni che operano nell’ambito educativo e della relazione di aiuto.
In questo momento stiamo lavorando soprattutto per consolidare la figura del tutor dell’apprendimento e per costruire una rete di professionisti qualificati. Allo stesso tempo riteniamo molto importante aprire un confronto con altre associazioni di categoria che condividono obiettivi simili.
Personalmente auspico che possano nascere in futuro collaborazioni anche con realtà come Assocounseling, perché crediamo molto nel valore dell’integrazione tra competenze diverse. Il lavoro sul metodo di studio e sulle strategie di apprendimento può dialogare in modo molto efficace con le competenze relazionali e di ascolto proprie del counseling.
Quando professionisti con approcci diversi collaborano tra loro, si creano opportunità più ricche e complete per studenti, famiglie e per tutto il sistema educativo.
Patrizia Messina terrà una lezione, con possibilità di collegamento anche online, presso l’Istituto ARTEMISIA il 04/07/2026 dalle 9.30 alle 18.30
La formazione è stata riconosciuta da AssoCounseling CUR 8258/2026 con 8 crediti formativi
per informazioni 3455740517









